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TEST DI ITALIANO LIVELLO A2 PER PERMESSO DI SOGGIORNO

MOVIMENTO SOLIDALE ONLUS E’ CENTRO CERTIFICATORE “P.L.I.D.A.”
PER IL RILASCIO DELL’ATTESTATO DI CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA
PER IL PERMESSO DI SOGGIORNO CE

Per ottenere il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, un cittadino extra comunitario, oltre agli altri requisiti di legge – permesso di soggiorno in corso di validità, regolare soggiorno in Italia da almeno 5 anni, reddito non inferiore all’importo dell’assegno sociale (5.825€ per il 2016) – deve sostenere e superare il test di conoscenza della lingua italiana di livello A2, come disciplinato dal DM 4 giugno 2010.

Movimento Solidale Onlus è Centro Certificatore “P.L.I.D.A.”: il Certificato PLIDA, Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri, è riconosciuto dal Ministero dell’Interno, dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero del Lavoro per l’ottenimento del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Per prenotare i corsi e l’esame presso il Centro Certificatore PLIDA è possibile rivolgersi ai seguenti contatti:

Prenotazioni esami e corsi
Dal lunedì al venerdì 11-16
Tel. 06/99704387 – 328/6936694
Mail: info@movimentosolidale.org

Sede delle attività
Via di Santa Lucia n. 5, 00186 – Roma
Via Orvieto 12a, int.1 – 00040 – Pomezia
Responsabile centro: Angela Salvati

Attenzione! L’iscrizione all’esame è valida come termine di interruzione per la presentazione del permesso di soggiorno.

#Fuorileliste, il tweet bombing contro l’Agenzia delle Entrate per il 5 per mille

Il mondo del non profit lancia una campagna di protesta pacifica sui social network, ‘bombardando’ l’Agenzia delle Entrate, su Facebook e Twitter, con l’hashtag #fuorileliste, per chiedere la pubblicazione degli elenchi del 5×1000. Dopo quasi due anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi 2013, infatti, gli elenchi dei beneficiari del 5×1000 ancora non sono stati pubblicati. Al contrario, le somme destinate ai partiti politici tramite il controverso 2×1000 sono state rese note e liquidate in appena 60 giorni.

L’ammontare delle somme destinate al Terzo Settore, quindi, è ancora completamente ignoto: una situazione che rischia di bloccare pesantemente le attività delle organizzazioni non profit. Senza informazioni sulle quote di riparto, infatti, non può esserci programmazione delle attività né erogazione dei servizi ai beneficiari, così come diventa difficile anche chiedere anticipi alle banche.

Ecco perché la Scuola di Roma Fundraising.it, insieme ad altri fundraiser d’Italia, ha lanciato la campagna #fuorileliste: ‘ritardare la pubblicazione – secondo i promotori –, vuol dire niente restauri, niente ricerca, niente pasti alle persone indigenti, niente assistenza ai disabili e ai malati di tumore. Che sia il primo, il secondo o il terzo settore, il non profit chiede all’Agenzia delle Entrate e al Governo se credono veramente nell’importanza dell’impegno di centinaia di migliaia di organizzazioni che con il loro lavoro assicurano intere aree di welfare a supporto, se non in sostituzione, di quello Stato che pone mille ostacoli. Questo ritardo è un danno per tutti. Per il non profit, per i beneficiari e per i donatori. Quindi tirate #fuorileliste del 5 per mille’.

Partecipare alla campagna è semplice.
Ecco il testo da usare su Facebook:
Cara Agenzia Entrate,
Come saprai noi del #terzosettore aspettiamo con ansia le #liste del #5×1000 per il 2013.
Quanti giorni sono passati? Troppi.
Forse non lo sai ma noi pianifichiamo e investiamo solo le cifre che sappiamo avere disponibili.
Il tuo ritardo non ci permette di attivare le anticipazioni bancarie e di sostenere nostri beneficiari.
Cosa aspetti? #fuorileliste #5×1000“;

e quello per Twitter:
#fuorileliste del#5×1000! Senza questi dati il #terzosettore non può pianificare, ci perdono i beneficiari del #nonprofit @Agenzia_Entrate
oppure
#fuorileliste del #5×1000! Senza questi dati i #donatori non hanno ritorno del loro importante#impattosociale #nonprofit @Agenzia_Entrate

Bonus Bebe’ 2015, 80 euro al mese per 3 anni: come funziona?

Debutta il bonus bebè 2015, il sussidio di 80 euro al mese riconosciuto alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 32 dicembre 2017.
Dall’11 maggio, infatti, è possibile presentare all’Inps, in via telematica, la domanda per il riconoscimento del bonus. La somma stanziata dal Governo Renzi per l’erogazione del bonus, con l’obiettivo di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, è pari a circa 200mln di euro nel 2015, che saliranno a oltre 600mln nel 2016 e a più di 1 miliardo nel 2017.

Come funziona il bonus bebè:

  • il reddito familiare (Isee) deve essere inferiore a 25mila euro annui;
    il bonus spetta per i primi 3 anni di vita del figlio, a condizione che la nascita, l’adozione o l’affidamento preadottivo si verifichino tra i 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017;
  • l’importo del bonus è pari a 960 euro all’anno, divisi in 12 rate mensili da 80 euro ciascuna, che raddoppia per le famiglie con reddito Isee inferiore a 7mila euro: in questo caso, l’importo è pari a 160 euro al mese;
  •  la somma ricevuta non contribuisce al reddito imponibile della famiglia, motivo per cui non sarà necessario riportarlo nella dichiarazione dei redditi annuale.

Come si presenta la domanda:

  • la domanda va presentata all’Inps, in via telematica, sia accedendo direttamente al sito web dell’Inps, con il PIN dispositivo, che tramite l’ausilio di patronati, CAF e associazioni di categoria;
  • il termine per la presentazione della domanda è di 90 giorni dalla nascita del bambino o dal suo ingresso in famiglia a seguito di adozione o affidamento preadottivo;
  • il genitore che presenta la domanda può essere un cittadino sia italiano che comunitario, o anche extracomunitario con permesso di soggiorno Ue di lungo periodo, a condizione che, al momento della presentazione della domanda, sia residente in Italia e convivente con il figlio per il quale si richiede l’assegno.

In via transitoria, per le nascite o adozioni avvenute tra il 1° gennaio e il 27 aprile 2015, il termine di presentazione della domanda decorre dal 27 aprile, e scadrà il 27 luglio 2015. In caso di mancata presentazione della domanda nei termini, il pagamento del contributo decorrerà dalla data di trasmissione della stessa, e non dall’ingresso in famiglia del bambino.

Modello 730: come destinare Otto, Cinque e Due per mille

Tempo di dichiarazione dei redditi e dei famosi 8, 5 e 2 per mille: secondo le statistiche, tuttavia, una consistente fetta di contribuenti che compilano il modello 730 non effettua nessuna scelta in merito alla destinazione di queste piccolissime quote dell’imposta sul reddito, spesso semplicemente perché non si comprendono le modalità ‘operative’ della donazione.

Come prima cosa è bene sapere che queste piccolissime percentuali del gettito IRPEF, a differenza delle donazioni, non comportano alcun onere aggiuntivo per i contribuenti, rappresentando al tempo stesso una forma di finanziamento, rispettivamente, per Stato ed istituzioni religiose (8×1000), organizzazioni no-profit, università e istituti di ricerca scientifica e sanitaria (5×1000) e partiti politici (2×1000).

La scelta di destinazione, in realtà, è estremamente semplice: nel modello per la dichiarazione dei redditi (CUD, 730 o UNICO) sono presenti appositi spazi dedicati alla ‘scelta per la destinazione dell’otto per mille, del cinque per mille e del due per mille’, nei quali è sufficiente indicare l’istituzione/ente/partito prescelto per la donazione e apporre la propria firma.

Nello specifico, la scelta dell’8 per mille si effettua firmando nello spazio sottostante il nome dell’istituzione beneficiaria, quella del 5 per mille firmando nel riquadro corrispondente alla finalità prescelta, eventualmente indicando anche il C.F. di un soggetto specifico, mentre quella del 2 per mille indicando il codice del partito prescelto e firmando nell’apposito riquadro.

Chi sceglie il 730 precompilato, invece, non deve firmare nulla: la procedura informatica che consente di accedere alla nuova dichiarazione dei redditi attraverso il pin garantisce la massima sicurezza, per cui non è necessario autenticare il documento con una firma. Questo vale anche per la destinazione di 8, 5 e 2 per mille: basterà quindi seguire e completare la procedura guidata sul sito e indicare a chi si intende destinare la quota volontaria dell’Irpef.

Ogni contribuente che compila la dichiarazione dei redditi può dare il proprio contributo, senza nessun aggravio delle imposte da versare, e senza che i vari meccanismi interferiscano in alcun modo: 8, 5 e 2 per 1000 non sono infatti alternativi tra loro, ma sono tutti parallelamente in vigore.

Per chi non presenta la dichiarazione dei redditi, ovvero ha solo il CUD fornito dal datore di lavoro o dall’ente che eroga la pensione, basta compilare un’apposita scheda integrativa e consegnarla, in busta chiusa, presso una banca o un ufficio postale, oppure ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (ad es., CAF). Sulla busta bisogna scrivere: “scelta per la destinazione dell’8 per mille, de 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF”, e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente.

Sostenerci con il tuo 5×1000 è semplice: nel modello per la dichiarazione dei redditi (CUD, 730 o UNICO) è presente uno spazio dedicato alla “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”. Per destinarci il tuo 5×1000 basta indicare il codice fiscale di Movimento Solidale Onlus 97832470583 nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale…” e apporre la tua firma.